Gmg 2016

Auschwitz e Birkenau sono dei non-luoghi. Sono spazi fuori dal tempo, dove – nutriti da libri, film, racconti di sopravvissuti – sembra ancora di veder passare, in fila, gente a cui sono state violentemente tolte dignità e identità.

Auschwitz e Birkenau sono contrapposizione: sono male e bene, passato e futuro, morte e vita. Auschwitz e Birkenau sono una tappa obbligatoria di questa Gmg: e la visita degli 800 ragazzi della diocesi è stata toccante. Tappa che dopo i fatti internazionali di questi giorni acquista ancora più valore. Vivere una Gmg significa, anche, incontrare la storia del popolo che accoglie. «Siete un popolo che nella storia ha attraversato tante prove, alcune molto dure, ed è andato avanti con la forza della fede, sostenuto dalla mano materna della Vergine Maria», ha dichiarato il Papa nel videomessaggio ai giovani, riferendosi al popolo polacco.

«Nella vita ci sono stati e ci sono passaggi particolari, come i cancelli e le porte dei campi di concentramento. Questi, per molti, sono stati passaggi unidirezionali. Solo entrata. Non dobbiamo lasciare intorpidire la coscienza, la ragione, la fede, ma siamo qui per essere testimoni di ciò che è accaduto e divenire portatori di pace», ha detto il vescovo Beniamino che si è aggregato a uno dei gruppi per la visita.

Visita che va oltre l’aspetto storico-culturale: è una tappa di silenzio e riflessione in spazi che hanno respirato e racchiuso tanto dolore. Auschwitz è stato percorso dai vari ragazzi divisi per pullman come una sorta di via crucis, con tappe di spiegazione, parallelismi tra ieri e oggi, tra racconti di deportati e brani del Vangelo. In particolare i giovani hanno ascoltato le testimonianze degli scrittori Etty Hillesum, Primo Levi e della ballerina Helen Lewis, alternati a brani della passione di Cristo. Parole che, nonostante tutto, ricordano che c’è una speranza, un mondo giusto là fuori, una remota possibilità di bene, quel mondo che i partecipanti alla Gmg stanno sperimentando.

Il tempo atmosferico che ha accolto alcuni di loro, temporale e pioggia, ha fatto immergere maggiormente i ragazzi nel clima intenso.

È stato anche un momento per avvicinarsi e conoscere una delle figure di questo pellegrinaggio: padre Maksymilian Maria Kolbe, presbitero e francescano polacco, che prese il posto, di sua volontà, di un padre di famiglia destinato al bunker della fame nel campo di concentramento di Auschwitz. Lì padre Kolbe perse la vita il 14 agosto 1941. Beatificato nel 1971 da papa Paolo VI, fu proclamato santo nel 1982 da papa Giovanni Paolo II.

 

Margherita Grotto
da Cracovia
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La Voce dei Berici

 

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