Gmg 2016

Testimonianze di alcuni giovani ospitati in famiglia a Kalisz e nelle case della parrocchia di San Raffaele a Cracovia

«Andiamo di gesti (cosa tipicamente italiana!) e di frasi tradotte fatte leggere sugli schermi dei nostri smartphone», racconta divertita Irene Conte, del vicariato di Camisano, che per qualche giorno è stata ospitata a Kalisz in una famiglia composta da madre, padre e tre figli grandi.

Gesti e google traduttore. Così i ragazzi della “proposta lunga” hanno comunicato con le famiglie della parrocchia della cittadina che dista circa 4 ore d’auto da Cracovia. L’accoglienza è stata calorosa, il cibo portato sulle tavole abbondante, l’inglese… Poco conosciuto. Arrivati a Kalisz, i quattro pullman di giovani vicentini sono stati accolti da numerosi giovani volontari che li hanno invitati a cantare, ballare, pregare. Assieme ai nostri erano presenti anche francesi e sloveni. Valeria Calli e Chiara Veronese, altre due partecipanti, hanno ricevuto un’accoglienza speciale. Entrambe, infatti, hanno festeggiato, giovedì 21 luglio, rispettivamente 20 e 25 anni. «È stata una giornata diversa dal solito. Non capita tutti gli anni di festeggiare il compleanno alla Gmg – ha commentato Valeria -. Ho festeggiato durante il pranzo con gli italiani e con i francesi».

Anche Chiara, una dei capipullman, ha celebrato i suoi anni in terra polacca: «Ringrazio il Signore perché è il mio secondo compleanno durante una Gmg. È stato emozionante sentire una palestra di giovani cantarmi “tanti auguri”. La diocesi che ci sta ospitando è meravigliosa, come altrettanto meravigliosi sono i ragazzi con cui stiamo condividendo questi primi giorni assieme». Anche nella famiglia in cui Chiara è ospitata funzionano gesti e traduttore di Google: «Penso, a questo punto, che imparerò qualche parola polacca».

«La nostra famiglia è davvero ospitale – racconta Maja Meda di Torri di Quartesolo -. Per comunicare usiamo un dizionario che ci hanno comprato».

I ragazzi della proposta lunga si sono trasferiti, lunedì 25, nella parrocchia di San Raffaele, a Cracovia, dove la sera sono stati raggiunti da due pullman della proposta breve. Qui sono ospitati in famiglie o in locali dati in prestito alla parrocchia.

Le abitazioni sono belle, confortevoli, molte delle quali nuove, visto che il quartiere è stato costruito da poco. Ognuna ospita dalle due alle quattro persone.

«Appena arrivata nella nuova famiglia sono stata benedetta dai signori che ci ospitano – racconta Lucia Viero, 26 anni, assieme a Sara Schiavon in una famiglia composta da madre, padre e figlio -. Siamo parte della famiglia. Sacrificano bagni e letti per noi». «È un’accoglienza a scatola chiusa – raccontano Giacomo Brazzale e Pietro Maroso da Bassano del Grappa e Marostica ospitati, rispettivamente, in una famiglia con genitori e figlio e da un ragazzo di 26 anni -. Le famiglie si fidano di noi e sono tanto premurose. Indipendentemente da quello che hanno, cercano di offrirti tutto, di farti sentire a casa». La maggior parte dei ragazzi della proposta corta è invece ospitata in una scuola elementare della parrocchia dell’Esaltazione della Santa Croce, a 5 chilometri dalla parrocchia di San Raffaele. Aule e corridoi trasformati in camere, con stuoini e sacchi a pelo ovunque. «La sensazione è quella di calore – così Mattia Pesavento, 19 anni, arrivato con don Giampaolo Barausse e altri 45 compaesani di Caldogno, il paese più numeroso alla Gmg della Diocesi di Vicenza. Accomuna entrambe le parrocchie il sorriso dei volontari e delle famiglie che si occupano dei nuovi arrivati.

Margherita Grotto
da Cracovia
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La Voce dei Berici

 

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