Gmg 2016

#aPolonia2016 in 800 dalla diocesi di Vicenza a Cracovia

#Fede #Festa #Vita

 

 

Salve a tutti carissimi parrocchiani,

Siamo Niccolò, Giulia, Silvia, Lisa, Federico e insieme ad altri otto giovani delle unità pastorali di Baldaria-Sant’Andrea e Pressana-Roverdo, vogliamo raccontarvi la nostra GMG. L’esperienza che abbiamo vissuto questa estate a Cracovia, insieme ad altri 800 giovani della diocesi di Vicenza e ad altri 2.000.000 di giovani da tutto il mondo, è stata unica. Non possiamo non raccontarvi ciò di cui siamo stati testimoni.

Siamo partiti la notte tra il 24 e il 25 luglio con altri giovani del vicariato di Lonigo con destinazione Cracovia. Eravamo carichi ed entusiasti di poter vivere questa avventura. Il viaggio dell’andata è stato lungo ma abbiamo cominciato a vivere l’aria di festa e di gioia assieme ai giovani di tutte le nazionalità che abbiamo incontrato lungo il percorso.

Dopo una giornata di viaggio siamo arrivati nella parrocchia dell’Esaltazione della Croce a Cracovia dove siamo stati accolti con molta gioia, l’ospitalità del popolo polacco è esemplare e noi abbiamo potuto viverla fino in fondo.

Durante la settimana abbiamo avuto la possibilità di visitare Auschwitz e Birchenau: qui abbiamo potuto confrontarci con l’orrore della guerra e del razzismo. È stato un momento molto forte per tutti noi, c’era un silenzio che toccava nel profondo. Ci sono sorte molte domande, ma una particolare ci ha scosso: “Dov’era Dio? Come ha potuto permettere una cosa del genere Dio che è Amore ed è misericordioso?” A domande come queste non possiamo rispondere; possiamo solo contemplare in silenzio l’orrore, pregare affinché tutto ciò non accada più e impegnarsi con piccoli gesti quotidiani a portare la pace tra di noi.

Durante la settimana ci sono stati altri momenti di riflessione che abbiamo vissuto con il vescovo di Bari-Molfetta, che ci ha posto alcune domande provocatorie, ci ha permesso di prepararci ai vari incontri con Papa Francesco.

Il mercoledì abbiamo vissuto la Festa degli Italiani, con quasi altri 90.000 giovani, presso i santuari di Santa Faustina Kowalska e di San Giovanni Paolo II. Dopo la Messa con il Card. Bagnasco abbiamo festeggiato tutti assieme e durante la serata Papa Francesco è intervenuto in diretta e ha risposto a varie domande sulla bellezza della vita e ci ha lanciato un primo forte messaggio: “La pace costruisce ponti, l’odio è il costruttore dei muri. Voi siete lì: con le mani, fate ponti, voi tutti! […] E’ così. Questo è il programma di vita: fare ponti, ponti umani.” Poi la festa è continuata con vari cantati e gruppi italiani.

Nel pomeriggio del giovedì, dopo aver girovagato un po’ per Cracovia, la città di Papa Wojtyla, abbiamo vissuto la Cerimonia di Accoglienza, dove Papa Bergoglio ci ha incoraggiato a prendere in mano la nostra vita e cercare di realizzare i nostri sogni. “Voglio anche confessarvi un’altra cosa che ho imparato in questi anni. Non voglio offendere nessuno, ma mi addolora incontrare giovani che sembrano “pensionati” prima del tempo. Questo mi addolora…Mi preoccupa vedere giovani che hanno “gettato la spugna” prima di iniziare la partita. Che si sono “arresi” senza aver cominciato a giocare…Per questo, cari amici, ci siamo riuniti per aiutarci a vicenda, perché non vogliamo lasciarci rubare il meglio di noi stessi, non vogliamo permettere che ci rubino le energie, che ci rubino la gioia, che ci rubino i sogni con false illusioni.”

Il venerdì pomeriggio invece abbiamo vissuto la Via crucis basata sulle opere di misericordia. In questa occasione abbiamo avuto modo di confrontarci con tante associazioni e ONG che lavorano nel mondo e che vivono la misericordia quotidianamente. Qui il Papa ci ha lasciato un altro forte messaggio: “il Signore vi rinnova l’invito a diventare protagonisti nel servizio; vuole fare di voi una risposta concreta ai bisogni e alle sofferenze dell’umanità; vuole che siate un segno del suo amore misericordioso per il nostro tempo!” Papa Francesco ci ha provocato e stimolato a non arrenderci, a prendere in mano la nostra vita e fare le cose senza aspettare che altri le facciano al posto nostro.

Il sabato mattina siamo partiti alla volta del Campus Misericordiae e dopo un pellegrinaggio di circa 12 km siamo arrivati al campus e ci siamo accampati; poi abbiamo vissuto la Veglia, una nottata all’aperto e il giorno seguente la Santa Messa che ha concluso una settimana incredibile.

Vogliamo riportarvi ancora alcune parole che il Papa ci ha rivolto, ancora toccando il tema del servizio e della gioventù paralizzata dai comfort: “Mi piace chiamarla la paralisi che nasce quando si confonde la FELICITÀ con un DIVANO…KANAPA! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano. Un divano che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. […] La “divano-felicità” è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più, che può rovinare di più la gioventù…non abbiate paura…Gesù è il Signore del rischio, è il Signore del sempre “oltre”. Gesù non è il Signore del confort, della sicurezza e della comodità. Per seguire Gesù, bisogna avere una dose di coraggio, bisogna decidersi a cambiare il divano con un paio di scarpe che ti aiutino a camminare su strade mai sognate e nemmeno pensate, su strade che possono aprire nuovi orizzonti, capaci di contagiare gioia, quella gioia che nasce dall’amore di Dio, la gioia che lascia nel tuo cuore ogni gesto, ogni atteggiamento di misericordia. Andare per le strade seguendo la “pazzia” del nostro Dio che ci insegna a incontrarlo nell’affamato, nell’assetato, nel nudo, nel malato, nell’amico che è finito male, nel detenuto, nel profugo e nel migrante, nel vicino che è solo.”

Quello che è incredibile, e che ancora oggi ci fa venire la pelle d’oca, è come tutti i presenti erano concentrati e focalizzati su ciò che Francesco ci diceva. In particolare ci ha chiesto un momento di silenzio per pregare per tutto l’odio, per le guerre nel mondo, per le guerre interne che ognuno di noi ha, per tutto il male che ci separa e non ci permette di costruire ponti. Eravamo circa in due milioni di giovani…era un silenzio che gridava forte a tutto il mondo il bisogno di pace e di fraternità.

Ora dopo essere tornati, aver meditato tutto ciò che abbiamo vissuto, abbiamo voluto raccontarvi questa esperienza per dirvi che c’è speranza, che il mondo possiamo cambiarlo. Possiamo migliorarlo partendo dal piccolo, cercando di creare ponti tra le varie realtà della nostra comunità. L’unità pastorale è un’occasione per poter vivere tutto ciò e per tessere legami tra le varie realtà parrocchiali: saremo chiamati a darci da fare per creare ponti che collegano e non muri che dividono. L’unione può aiutarci a crescere nella fede e nella fraternità.

Da quando siamo rientrati a casa spesso ci hanno posto questa domanda: “Cosa vi ha lasciato questa GMG?” La GMG… è stata una esperienza faticosa perché in sei giorni abbiamo camminato circa per 160 Km, dormivamo circa quattro ore a notte, ma non erano nulla in confronto alle emozioni, ai dialoghi, ai sorrisi, alle nuove amicizie, agli abbracci, alla fraternità che abbiamo vissuto: i piccoli gesti e le parole hanno una potenza straordinaria perché ci hanno ricaricato di energia e voglia di lasciare un segno nel mondo. Ci ha lasciato anche molte domande personali a cui dobbiamo dare una risposta, ma confidiamo di trovarle lungo il cammino.

Ma la GMG non si conclude qui… Il nostro cammino parte da qui, vogliamo mettere in pratica quello che ci ha detto il Papa, vogliamo infilare le scarpe e continuare a camminare. Per questo vi raccontiamo tutto ciò perché da pellegrini vogliamo testimoniarvi la grande gioia che abbiamo vissuto e speriamo di poterla trasmettere a tutti voi!!!

Se volete vivere altre emozioni cercate la pagina Fb: GMG Cracovia 2016 – Diocesi di Vicenza e potrete vedere in breve tutte le emozioni vissute giorno per giorno.

Ciao a tutti da

Niccolò, Giulia, Silvia, Lisa, Federico

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