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SI o NO?

È la domanda che a bruciapelo ho fatto ai ragazzi delle medie giovedì scorso, in chiesa durante l’incontro di catechismo. Ho chiesto di rispondermi in anticipo con un “si” oppure con un “no” ad una proposta che avevo per loro ma che avrei svelata loro solo dopo la risposta. Non accettavo “ni” o non risposte, che avrei valutato per un “no”.

 

Qualcuno ha subito detto “si”, ma la gran parte ha risposto con un “no”, qualcuno in modo deciso qualcun altro sottovoce. Ovviamente ero interessato al “perché si” e al “perché no”…
E li è stato per me interessante, perché dietro ad un monosillabo ci stavano atteggiamenti e motivazioni diverse. C’è chi ha detto “si” per curiosità, chi perché “il don non ci può proporre qualcosa di pericoloso”. Qualcuno ha detto “si” perché “siamo in chiesa”, e altri perché ci sono altri che hanno detto “si” e quindi ci sta se non è  da solo… Anche chi ha detto “no” aveva motivazioni diverse: chi perché non si fida delle cose al buio, chi non ha voglia di fare cose nuove, chi perché “forse è faticoso”, e anche qui chi ha detto “no” perché altri suoi amici hanno detto “no”…

 

Maria il giorno in cui l’Angelo le appare come inviato da Dio dice “si” alla sua proposta. All’inizio è spaventata e si sente inadeguata. L’evangelista Luca parlandoci di Maria non vuole darci l’idea di una super-donna diversa da noi. Anche lei si sente piccola piccola davanti a Dio e alle sue proposte. Lei, giovane donna di una piccola città lontana dai centri religiosi, si sente “fuori scala” per Dio. Per questo è turbata e si fa domande. Cosa c’entra Dio con lei? Che relazione tra il piano di Salvezza di Dio e la sua piccola vita? Forse è tentata anche lei a dire “no”, non per cattiveria, ma per ragionevolezza. Potrebbe dire un bel “non fa per me” e lasciare a qualche altra donna bel più capace di lei questo compito così grande di fare da madre del Figlio di Dio (e chissà cosa voleva dire questa cosa… certamente non ha il tempo per farsi un corso di teologia per rispondere).

 

La solennità di questo 8 dicembre ci dice che lei è stata concepita senza peccato originale, lei è l’immacolata concezione, ma non è stata concepita senza dubbi e senza paure. E penso proprio che lei non sapesse nemmeno di essere stata preparata da Dio fin dal concepimento per quel compito di maternità divina. Maria è una semplice donna che però alla fine dice “si”, fidandosi di Dio. Maria si fida sapendo che Dio non le potrà certo fare del male e che con lei ci sono tanti altri che con i loro piccoli “si” hanno contribuito alla Storia della Salvezza.

 

Maria è donna vera del “si”, un “si” umanissimo, pieno di dubbi e incertezze ma non meno deciso. Maria dice “si” a Dio anche se non ha ben presente e chiara tutta la proposta dell’angelo Gabriele.

 

Vorrei tanto che i ragazzi imparassero a dire più “si” a Dio che “no” ma in questo hanno bisogno della testimonianza di noi adulti e di tutta la comunità cristiana. Anche se non capiamo tutto il piano di Dio e anche se non abbiamo tutte le certezze e conoscenze del Vangelo, siamo chiamati a fare come Maria e dire più “si” che “no”, con fiducia, slancio e anche un pizzico di gioia.

Giovanni don

 

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