GMGIOVA FLASH NEWS, Testimonianze | | 26/09/2011
Riflessioni di un cronista inviato alla Gmg di Madrid14 agosto 2011: giovani in pellegrinaggio verso Madrid. Che cosa li ha spinti a mettersi in cammino? Forse la prospettiva di partecipare a un evento mondiale, oppure la possibilità di trovarsi assieme a migliaia di coetanei provenienti da tutti i continenti? Conta davvero la fede in questa loro scelta? C’entra il fatto che il Papa sarà nella capitale spagnola per stare con loro, parlare con loro, dedicarsi a loro?
Sono le domande con cui inizio il mio viaggio come cronista de La Voce dei Berici al seguito degli oltre seicento giovani partiti dalla diocesi di Vicenza alla volta della Gmg di Madrid. «Il cronista non è un pellegrino – mi ripeto -. Registra ciò che accade, riporta le emozioni degli altri, non le proprie, e chiede pareri… Un po’ di scetticismo non guasta. Anzi, aiuta a offrire una lettura distaccata».
Poi cominciano i giorni dell’esperienza. Si dorme per terra; ci si lava e si va al bagno in fretta, dopo aver atteso il proprio turno e coscienti che la fila continua alle proprie spalle. Eppure, questi giovani vivono ogni disagio con naturalezza. A volte pare quasi che ne siano felici, perché diventa occasione per un piccolo gesto di rinuncia e di attenzione all’altro (“Vai prima tu, io posso aspettare”). Nessuno che prevarichi, nessuno che faccia il furbo per ottenere più degli altri o per passare davanti. “Mio” è un pronome sconosciuto: si spartisce tutto.
Anche rispetto alla fede questi giovani si pongono con la stessa serietà. Le domande sono molto diverse tra loro; chi ha 16 anni ha quesiti differenti (non meno profondi!) da chi ne ha 29, eppure tutti desiderano dare alla speranza lo stesso nome: Gesù Cristo.
Certo, l’entusiamo dell’età, fare festa e pregare assieme a migliaia di cristiani, il fascino dell’evento… dilatano la realtà. Ma nelle loro riflessioni questi giovani pongono gli insegnamenti del Vangelo dentro i problemi quotidiani, siano essi personali o sociali, e non esitano a chiamare all’impegno le generazioni precedenti, alle quali chiedono aiuto e testimonianza, cioè di essere credibili nell’annuncio.
Per tutto questo non possono essere considerati fasulli o vittime di suggestione quando, appena un istante dopo un vivace momento di festa, sanno concentrarsi nella preghiera, o quando, nell’adorazione eucaristica a Cuatro Vientos, è il silenzio assoluto di tutti loro (quasi 2 milioni!) a riempirmi le orecchie, oppure quando spontaneamente si raggruppano per meditare le catechesi.
E il cronista – partito come cronista – diventa pellegrino…
Sono tornato da Madrid con il cuore ricco di volti e di nomi, di vissuti personali confidati a me come al compagno di viaggio più maturo di età – non al giornalista – tra sorrisi e pure qualche lacrima.
Sono tornato da Madrid con la certezza che c’è ancora “chi cerca Dio senza vergognarsi” e con il conforto che Gesù Cristo continuerà ad avere mani, piedi, occhi e voce in un numero inimmaginabile di ragazzi. Soprattutto, sono tornato da Madrid con una maggiore consapevolezza della mia responsabilità di cristiano adulto e ciò grazie alle provocazioni e ai richiami di questi giovani talmente “normali” da risultare straordinari.
Luca de Marzi
“La Voce dei Berici” n. 35 – 11 settembre 2011