GMGIOVA FLASH NEWS, Testimonianze | | 26/09/2011
“Cari amici, ora ritornerete ai vostri luoghi di dimora abituale. I vostri amici vorranno sapere che cosa è cambiato in voi dopo essere stati in questa nobile città con il Papa e centinaia di migliaia di giovani di tutto il mondo: che cosa direte loro?”. La Gmg 2011 si conclude poco dopo mezzogiorno di domenica 21 agosto con questa domanda di Benedetto XVI.
E l’interrogativo rimbalza di cuore in cuore, nessuno si sottrae, nessuno la elude. Solo che ci vuole tempo per riflettere, magari anche per capire. E poi, pure il coraggio di fare qualche scelta in più. I giovani sono restii a parlarne subito. Uno di loro sussurra che non immaginava «il carico di responsabilità che la Gmg ti scarica addosso», poi si affretta a raccomandare di «non scriverlo sul giornale», probabilmente perché ancora non ha realizzato la grande maturità della sua affermazione.

La partenza del Papa, l’immenso aerodromo che si svuota ordinatamente, il sole a picco sulla distesa polverosa, sono immagini che per un istante sconcertano: «E adesso?». Ma l’energia della fede torna subito a farsi sentire.
«Mi porto a casa una forza nuova dentro me. Una forza rinnovata dalle catechesi dei Vescovi e dalle parole del Papa. Mi servirà per mantenermi saldo nelle scelte a lungo termine – dice deciso Nicola Mano, 21 anni. Ai miei ragazzi (Nicola è educatore Acr, ndr) – trasmetterò l’importanza di essere radicati nel Signore, ma spero anche di testimoniare, innanzitutto attraverso il mio bisogno personale, l’importanza sia della catechesi, sia di comprendere sempre più in profondità la Parola di Dio». E conclude: «Questa Gmg non è stata semplicemente un momento di grande entusiasmo: ci ha rimesso tutti con i piedi per terra per farci prendere coscienza che possiamo volare».
«Qui a Madrid, in migliaia abbiamo intonato canti di fede, abbiamo danzato insieme la gioia, ogni incontro si è trasformato spontaneamente in un’amicizia… Sembra scontato essere buoni tra tanti giovani buoni – spiega Francesca Rizzo, 29 anni, di Sandrigo -. Ma la Gmg non è questo. È un tempo di riflessione, di esperienza di fraternità, di preghiera più sentita; tutto è vissuto con grande gioia. La Gmg è la visione di un cammino che può essere percorso anche nelle nostre parrocchie, con i nostri giovani, giorno dopo giorno. Il compito che mi aspetta, quindi, è di riuscire a condividere con la mia comunità ciò che ho vissuto e respirato a Madrid».
Anche Andrea Giaretta, 23 anni, di Poianella, sottolinea l’aspetto della gioia che viene da Dio. «In questa Gmg – afferma – ho approfondito la convinzione che a noi giovani è richiesta una testimonianza speciale: vivere insieme nella gioia della fede. Se sentiamo davvero l’amore di Dio per noi, non possiamo essere “seriosi”. Perciò la nostra Chiesa locale va stimolata, sollecitata alla gioia, e questo è il nostro compito, probabilmente la nostra specificità. Noi giovani siamo quella parte di Chiesa che non sa stare ferma e che vuole soprattutto gioire. Ed è attraverso tutto questo che noi portiamo il nostro contributo al sorriso di Gesù».
Luca de Marzi
“La Voce dei Berici” n. 35 – 11 settembre 2011