don Andrea: «Gesù Cristo nei nostri passi»

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Il direttore dell’Ufficio diocesano per i giovani don Andrea Guglielmi: “Questa Gmg lascerà una traccia indelebile nella mia memoria”

È un’impresa ardua riassumere in poche battute una Giornata mondiale della gioventù. Troppe emozioni, troppi incontri, troppi stimoli, troppi elementi che richiedono un’analisi approfondita, eventualmente anche critica se è necessario.

Mi limito a condividere una sensazione che mi riempie il cuore di fiducia in questo tempo attraversato da una crisi complessa e multiforme, che ci porta ad affrettare giudizi ingenerosi nei confronti delle nuove generazioni.
Questa Gmg lascerà una traccia indelebile nella mia memoria soprattutto per una ragione. Non mi riferisco agli “indignados” e neppure al vortice di vento e pioggia che ha pesantemente compromesso il momento più atteso, la veglia del sabato sera, 20 agosto.
Dimenticherò in fretta il caldo torrido, a tratti insopportabile, e la connessa fatica a camminare sotto il sole per ore, ad attendere il proprio turno per visitare un museo o per consumare un pasto (ma la gioia di essere accanto a persone che diventano giorno dopo giorno sempre più care, ti fa superare brillantemente qualsiasi fatica!). Per fortuna i giovani vicentini non hanno dovuto sopportare la tragedia di un alloggio che non corrisponde alle attese; pensate che 1.000 ragazzi della diocesi di Roma si sono ritrovati in una parrocchia dove era prevista l’ospitalità di 100 persone (a volte gli “zeri” contano nella vita!). Non finiremo mai di ringraziare le nostre carissime Suore Dorotee che ci hanno aperto le porte del loro enorme collegio con una accoglienza meravigliosa.

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Ciò che non riuscirò a dimenticare di questa Gmg è una percezione davvero speciale: la sensazione che in mezzo a noi Gesù ci fosse veramente.
L’ho sentito respirare nelle parole vitali e penetranti del vescovo di Lucca, mons. Italo Castellani, che alla fine della sua catechesi si è ampiamente meritato una standing ovation.
Era presente nelle domande dei nostri giovani, che avrebbero voluto dedicare più tempo alla condivisione spirituale, in gruppo o a tu per tu con qualsiasi “adulto significativo” capace di ascolto e accompagnamento personale, nel momento in cui la Parola di Dio comincia a scavare nel cuore e nella vita.
Gesù era con noi quando gruppetti di ragazzi, ragazze, preti, seminaristi, suore, postulanti, giovani sposi o fidanzati si fermavano in un angolo qualsiasi a recitare i vespri, la compieta, il rosario.
La sua presenza vibrava nella forza con cui abbiamo cantato durante le celebrazioni eucaristiche, nelle strade, nelle piazze, in metropolitana. Abbiamo visto il volto di Cristo negli occhi di uomini e donne che ci hanno accolto e ospitato, a Pamplona, a Corella, a Terrassa e a Madrid.
Gesù ha provocato l’assordante silenzio di una massa incalcolabile di giovani all’aeroporto “Cuatro Vientos”, durante l’adorazione eucaristica.

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In questa Gmg riecheggiava spesso e volentieri un grido di simpatia nei confronti del Santo Padre: “Esta es la juventud del Papa!”. Era uno slancio di affetto sincero e accorato; era il desiderio di stringerci attorno a lui, quasi a proteggerlo, non tanto dai venti e dalla pioggia, ma da tutti coloro che non gli vogliono bene o non lo riconoscono come padre e guida autorevole. Era un modo semplice e genuino per dirgli grazie.
Mi permetto tuttavia una precisazione. L’obiettivo della pastorale giovanile non è accompagnare i giovani all’incontro con il Papa. È Gesù che ci interessa! È Lui che regala parole di vita eterna.
È Lui la ragione per cui sono tornato contento da Madrid. E ora, dietro di Lui, seguendo le sue orme e ascoltando la sua voce, riparte il cammino di ciascuno.

don Andrea Guglielmi

direttore dell’Ufficio diocesano per i giovani di Vicenza

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