La testimonianza di Michele alla GMG di Madrid

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La testimonianza di Michele alla GMG di Madrid

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Per raccontare la mia esperienza spagnola devo tornare un po’ indietro, al momento in cui ho deciso di andarci.

Facevo l’aiuto cuoco in una ristorazione collettiva non ero certo di poter partecipare perché non sapevo se in quel periodo avrei avuto le ferie, inoltre nella stessa settimana della GMG era stato fissato il campo parrocchiale dell’ACR al quale io essendo educatore avrei dovuto partecipare; tutto volgeva a sfavore della mia partecipazione alla GMG. Fortunatamente nello stesso periodo mi stavo interrogando sul mio futuro, se ero soddisfatto di quello che facevo o se volevo dare alla mia vita un senso più importante. Era viva in me la domanda: il Signore a cosa mi sta chiamando??? A questo punto mi sono detto: ma sì dai, proviamoci, mettiamo in gioco la vita. Mi sono quindi iscritto e devo dire con un certo grado di soddisfazione, rendendomi conto che potevo così vivere a pieno la mia vita anche con dei rischi.

Come se non bastasse, all’inizio dell’estate ho anche deciso di entrare al “Mandorlo”, la comunità vocazionale del Seminario, e chi mi conosce sa che questo ha voluto dire cambiare radicalmente il mio modo di pensare e agire. Portavo in me molti nuovi sentimenti che forse non ero ancora capace di gestire. Innanzitutto, partendo per la GMG, non sapevo cosa aspettarmi, perchè non avevo mai partecipato a questa esperienza. Una volta in Spagna, mi sono trovato dentro ad un immenso caos, sia di giovani che di sentimenti. Anche la stanchezza fisica si faceva sentire e tutto questo ha fatto nascere in me molte domande e incertezze sulla mia vita e sugli altri.

Una cosa molto bella che mi porto a casa è il ricordo del sabato sera della veglia, quando nel momento di tregua della forte pioggia c’è stata l’adorazione eucaristica. In quel momento si è sentito in tutto l’aeroporto “Cuatro vientos” un silenzio e una pace impensabili se contiamo che eravamo più di un milione di persone. Una sola domanda mi sorge spontanea: chi fa muovere tutte queste persone dai loro paesi, le fa andare in una terra straniera, fa loro sopportare tante difficoltà e poi le fa stare in silenzio davanti ad un pezzo di pane spezzato? La risposta – che naturalmente è… Dio!! – mi ha fatto scomparire tutti i dubbi e le incertezze che erano nati in me, e mi fa dire che Lui è la più grande certezza e che se ci affidiamo a Lui possiamo superare anche le prove più difficili.

Molti altri sono stati i momenti per pregare, che sento hanno accresciuto in me un po’ più di fede e di fiducia in Dio: le catechesi con i vari vescovi molto preparati, i momenti di riflessione, preghiere e rosari tra noi della diocesi, fatti o nei vari pulman o nella palestra della scuola delle suore Dorotee, alle quali va il nostro più sentito ringraziamento per la grande ospitalità donataci.Ringrazio infine tutte le persone che hanno condiviso con me questa esperienza, sia le gioie che le fatiche; sono nate molte amicizie che resteranno come segno indelebile nei nostri cuori tenendoli uniti e compatti con Cristo, saldi nella fede .

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