GMGIOVA FLASH NEWS, News, News_Voce | | 19/08/2011
Salta a piè pari il tema previsto – “Radicati in Cristo” – e passa subito al nocciolo della questione, mons. Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nella lezione tenuta il 18 agosto ai giovani delle diocesi di Vicenza, Otranto e Varese per il secondo appuntamento con la catechesi nell’ambito della Gmg di Madrid.
Cita l’enciclica Deus Caritas est: “All’inizio dell’essere cristiani non vi è una decisione etica, ma un incontro…” e chiede diretto: «Quale Gesù incontriamo?». Ce ne dovrebbe essere uno solo, ma è facile fermarsi a una persona vissuta e morta duemila anni fa». E questo non è un incontro, ma «un fare memoria».
Invece, il Gesù a cui dobbiamo riferirci è il Risorto, «l’Uomo che torna alla vita e vive una nuova condizione: la morte è alle spalle». Perciò ora egli «è nel nostro futuro, nell’eternità di Dio». Tuttavia, la condizione umana e la morte terrena – spiega monsignor Crociata ai giovani – non sono scomparse una volta che il Figlio si è ricongiunto con il Padre. Anzi, «l’umanità di Gesù è sempre con Dio e vive con lui per sempre». In sintesi, «Dio ha fatto diventare parte di sè la nostra umanità’». Ma il cambiamento è avvenuto anche nella nostra umanità «che ora è piena di Dio».
Il prelato pone una seconda domanda: «Dove incontriamo questo Gesù?». E propone la metafora del corpo e delle membra usata da San Paolo nella Lettera ai Corinzi per dire che il “luogo” è la Chiesa, non intesa come «organizzazione», ma come «il legame di fede in Cristo di tutti i battezzati», cioè di chi ha risposto positivamente a «una iniziativa del Signore».
Spiega mons. Crociata: «Noi siamo corpo di Cristo: non solo uniti tra noi e a lui, ma anche nel senso che noi, in qualche modo, siamo Lui». Del resto, «quando nella professione di fede diciamo: “Credo la Chiesa”, che siamo noi, eè come se dicessimo “La Chiesa crede la Chiesa”». Allora, dove incontriamo Gesù Cristo? «Nella Chiesa, che è Gesù e noi insieme. E noi siamo il sorriso, lo sguardo, l’udito e la parola di Gesù».
Detta così, ammette il Vescovo, sembra che ciò rimanga a un livello ideale e lontano. «Ma l’incontro esige una dimensione personale: io e tu. Il Signore e te». In questo percorso è Gesù a diventare «il mio tu, il mio principale tu, nel quale tutti gli altri prendono il loro significato». Dunque, «non c’è incontro ecclesiale senza incontro personale, ma neppure incontro personale senza incontro ecclesiale».
a cura di Luca de Marzi