“Vivete Gesu’ con forza!”

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“Vivete Gesu’ con forza!”

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La catechesi del vescovo Gualtiero Bassetti ai giovani di Vicenza, Novara, Roma e Otranto

“Oggi, sentrirsi dire di essere saldi non e’ cosa di poco conto. Viviamo, infatti, in un tempo di precartieta’, che e’ il contrario della saldezza”. Cosi’, mercoledi’ 17 agosto, primo dei tre giorni dedicati alle catechesi, il vescovo di Perugia Gualtiero Bassetti ha parlato ai giovani delle diocesi di Vicenza, Novara, Roma e Otranto riuniti nella chiesa di Purisimo Corazon de Maria di Madrid. “Cosa significa essere saldi? – si e’ quindi chiesto il prelato -. E’ essere costanti, avere determinazione, essere forti d’animo. Questo discorso potrebbe dare fastidio e sentire parlare di Dio potrebbe essere come sentire parlare di un forte disturbatore. Eppure voi siete qui per imparare a riconoscere qualcosa che magari non avete ancora chiaro”.

Il Vescovo di Perugia si e’ spinto a spiegare l’importanza di avere un riferimento sicuro. “Voi giovani siete fatti per volare alto. Ma per spiccare il volo avete bisogno di un punto di appoggio, lo stesso sul quale di tanto in tanto sostare per riprendere le forze. Questo fondamento e’ Dio”.

A volte i giovani si sentono soli pur facendo parte di grandi compagnie. E si avvertono come persone anonime. “Ma Dio – ha detto mons. Bassetti – vi chiama per nome, si preoccupa per ciascuno di voi. Allora siate saldi nella fede dando ragione della speranza che e’ in voi!”.

“Fede su una mano e carita’ nell’altra – ha concluso il Vescovo di Perugia citando Sant’Ireneo -. Se vivete Gesu’ con forza, allora saprete anche testimoniarlo. Percio’ amate il vostro prossimo, fate questa esperienza d’amore”.

Cammini di fede. Le risonanze dei giovani

“Potevate starvene comodamente a casa – ha detto il vescovo Bassetti ai ragazzi durante la catechesi -. Invece avete fatto la bellissima scelta di partecipare alla Gmg e vedrete che questo cammino fatto insieme accendera’ in voi la festa e la gioia dell’incontro”. Infatti, questa e’ l’esperienza che sta vivendo Francesca Rizzo, 29 anni, di Sandrigo. “Qui a Madrid, tra giovani di tutto il mondo, ci incontriamo per strada e cantiamo la fede, balliamo insieme… Questa e’ forza, e’ energía, e’ una ricarica per tornare a casa piu’ ricchi. La Gmg serve proprio per mettere a frutto in un secondo momento l’intensita’ di fede vissuta in questi giorni. Noi giovani cristiani siamo come degli innaffiatoi: ogni tanto abbiamo bisogno di essere riempiti per poter quindi riversare l’acqua buona su chi ne ha bisogno”. Dunque, essere saldi nella fede, per Francesca significa aggrapparsi con fiducia a Gesu’ Cristo per poi diventare appiglio sicuro anche per gli altri.

Per Elena Ercole, 24 anni, di Vicenza, esser saldi “e’ una pratica giornaliera, cioe’ l’impegno a vivere quotidianamente quello in cui si crede”. Dubbi e domande sono di aiuto? Per forza: “se non ci si pone domande non si cresce, non si cammina alla ricerca della certezza”.

Ma essere “saldi” comporta anche l’essere costanti e fedeli alle scelte. “Non e’ facile – comenta il diciannovenne Giacomo Faedo di Chiampo –. Io, per esempio, sono un incostante per natura. Ma non e’ un’impresa impòssibile: “Se si vuole chiedere a noi giovani di essere costanti, ci deve anche essere data una valida ragione per esserlo”. Quale? “Se fate capire a un ragazzo quanto Dio lo ama, egli non manchera’ di affidarsi completamente a Lui”. Affidarsi significa avere fede e “la fede e’ speranza, speranza di salvezza”, spiega ancora Giacomo. Di piu’: “La fede e’ il senso della vita”.

Per Elena, la fede non e’ il risultato di un’equazione.  “E’ un camino. Percio’ serve pazienza per non sottrarsi con facilita’ alle questioni che vanno poste e per non eludere le domande che vanno fatte”. E racconta la propria esperienza: “Non ho una definizione definitiva. La sto cercando giorno dopo giorno. In verita’, per me e’ un momento in cui mi sento lontana. Ma non e’ un essere lontana e basta. Ci sto lavorando. Mi interrogo… La Gmg aiuta e sono qui per questo”.

Alla fine, i risultati della ricerca personale diventano proposte per chi sta crescendo. “Sono catechista – racconta Francesca -. I miei ragazzini sono bravi, pieni di entusiasmo. Se li si coinvolge nel modo giusto, rispondono con prontezza e generosita’. Il pericolo e’ che oggi sentono tante voci e il nostro compito e’ proporgli quella giusta da seguire. Bisogna stare loro vicini”.

Cos’e’ la fede per Francesca? “Sono fortunata: vengo da una famiglia credente. Ci sono pero’ un percorso e una ricerca del tutto personali e la scelta che ho fatto e’ di essere cristiana. Per me la fede e’ speranza; anzi, l’unica speranza che viene da Gesu’ Cristo”.

Luca de Marzi

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