chagall-14Che auguri farci quest’anno per Natale?

 

Non si tratta di trovare qualcosa di originale, ma di tornare all’Originale, al cuore della festa e del nostro gioire. Dio che si fa persona da incontrare, che si incarna nella storia e nel tempo e che ci dona un Volto da incontrare: questa è la Buona Notizia della nostra fede! Meraviglia della Vita! Come vorremmo raggiungesse tutti un annuncio così grandioso e inaudito! Sia i giovani che gli adulti, i ragazzi dei “nostri” gruppi e chi è indifferente alla proposta della chiesa, chi ha tante attese e chi invece è rassegnato e disincantato (ancor di più dalle luci artificiali di questo tempo…).

 

Il percorso sinodale ci sta portando a passare dal Primo al Secondo passo, verso l’asc

olto e l’incontro di tutti i giovani: ci chiede di varcare la soglia d’uscita dai nostri recinti e confini per scommettere ancora una volta, per cogliere la sfida dell’incarnazione e inoltrarci con speranza verso l’ignoto orizzonte del Regno di Dio. Per spostarci dal centro e uscire da sotto i riflettori per puntare la luce altrove.

 

Che cosa farà nascere questo sinodo, a che risultati porterà questo laboratorio sui giovani? Nell'”officina di Betlemme” il frutto è piccolo e fragile, tutto da scoprire e decifrare, e si ricomincia ad attenderlo daccapo, ancora… Forse anche a noi è riservata l’attesa operosa di chi tra le mani ha qualcosa di delicato e indifeso, da proteggere con cura e tenerezza, di cui lasciarsi stupire. La nascita del Figlio di Dio è la promessa silenziosa di una rinnovata immagine di Dio innanzitutto per noi, che a volte ci sentiamo sazi di vangelo e prediche, di incontri e riflessioni… Che stia facendosi spazio anche un nuovo volto di chiesa, nel frattempo, in questo spazio di ascolto a 360 gradi che ha immesso nei nostri programmi l’anno sinodale? Che voglia nascere, come 2017 anni fa, proprio dove non ce lo aspettiamo, dove non lo aspettiamo più?

 

Anche quest’anno arriva in fretta la festa del Natale, ma quest’anno più di altri anni vorrei non sentirlo da solo: vorrei viverlo insieme a chi non entrerà nel recinto, né nei palazzi dei potenti; gironzolerà piuttosto sulla strada dei pastori, nelle grotte notturne, rifugi di domande e sospiri, di stelle e desideri. Ecco cosa mi auguro: un “Natale di strada”, dove è cominciato tutto, dove la storia ha cambiato il senso di marcia, l’unico posto dove si cammina davvero insieme. Un Natale di strada, di fatica e incertezza a volte, di prospettive povere e malconce, ma un Natale di autentica ricerca, di crisi e scoperte, del Nuovo che preme. Un Natale di strada, da percorrere insieme a chi molto spesso resta fuori, lo auguro anche a voi!

 

 

don Lorenzo