Sanremo: la televisione così ammazza la musica
21.02.2010 | 16:15
Modesta riflessione sui risultati di Sanremo 2010.
Il televoto di Sanremo ha premiato alcune delle canzoni più oggettivamente brutte, retoriche e retrograde della rassegna.
Questo è un segnale evidente di un’ampia emergenza educativa, nel campo musicale e non solo: “nessuno nasce imparato” – come si dice -, la capacità di giudizio qualitativo in ogni campo si apprende da dei maestri; oggi il giudizio popolare (e la sua capacità di acquisto) è sopravvalutato e sfruttato.
Manifestazioni popolari come Sanremo dovrebbero contribuire ad educare il gusto musicale. Va bene coinvolgere sì il pubblico, ma lasciamo anche grande peso critico agli esperti. Oggi chiunque si permette di giudicare in qualsiasi ambito e ciò è incentivato dai media e dal business system, in quanto una massa acritica è più facilmente manovrabile.
Io ritengo più sensato affidarmi alla consulenza e al giudizio di un esperto in un campo in cui non mi ritengo esperto: per esempio se devo sistemare l’impianto elettrico di casa mi affido a un’elettricista, se sto male a un medico, etc… e sulla base della loro consulenza esperta valuto e risolvo magari piccoli problemi alla mia portata, come cambiare una lampadina o prendere un’aspirina. A Sanremo vorrei poter votare per contribuire a una valutazione che però poi ritengo giusto sia guidata dagli esperti.
Altrimenti poi in radio sento dieci volte al giorno canzoni tutte uguali, banali e insignificanti.
Nella modalità attuale della monarchia assoluta del gusto popolare la televisione ammazza la musica pop, rendendola esclusivamente televisiva: è come se il premio nobel per la medicina lo dessero col televoto e la ricerca medica fosse finanziata in base alla telegenicità dei ricercatori: così ci troveremmo Pupo primario del policlinico Gemelli e un diciannovenne ministro della salute.
Siamo umili ed esercitiamo la nostra curiosità. Grazie dell’ascolto… e commentate qui sotto, che discutendone civilmente magari diamo una boccata d’ossigeno alla nostra amata cultura musicale…
Mauro

