Podcast: Esegui in una Nuova Finestra | Scarica
Riascolta la puntata dedicata a un protagonista della musica ialian: MASSIMO BUBOLA.
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Massimo Bubola (15 marzo 1954) è un cantautore, produttore discografico e arrangiatore italiano.
Ha collaborato con molti musicisti italiani sia in fase di scrittura dei testi e delle musiche, sia come arrangiatore; la collaborazione sicuramente più significativa è quella che lo ha visto a fianco di Fabrizio De André…
Di seguito la tracklist della puntata e i testi
Tracklist
1. Il cielo d’Irlanda – Fiorella Mannoia
2. Marabel – Massimo Bubola
3. Stai con me – Massimo Bubola
4. Tornano i santi – Massimo Bubola
5. Dostoesvskij – Massimo Bubola
6. Dino Campana – Massimo Bubola
7. Doppio lungo addio – Massimo Bubola
8. Camicie rosse – Massimo Bubola
9. Era una notte che pioveva – Massimo Bubola
10. Volta la carta – Massimo Bubola
Testi
1. Il cielo d’Irlanda – Massimo Bubola
Il cielo d’Irlanda è un oceano di nuvole e luce
il cielo d’Irlanda è un tappeto che corre veloce
il cielo d’Irlanda ha i tuoi occhi se guardi lassù
ti annega di verde e ti copre di blu
ti copre di verde e ti annega di blu
Il cielo d’Irlanda si sfama di muschio e di lana
il cielo d’Irlanda si spulcia i capelli alla luna
il cielo d’Irlanda è un gregge che pascola in cielo
si ubriaca di stelle di notte e il mattino è leggero
si ubriaca di stelle e il mattino è leggero
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te
Il cielo d’Irlanda è un enorme cappello di pioggia
il cielo d’Irlanda è un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d’Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare più del vero
ma dopo un momento li fa brillare più del vero
Il cielo d’Irlanda è una donna che cambia spesso d’umore
il cielo d’Irlanda è una gonna che gira nel sole
il cielo d’Irlanda è Dio che suona la fisarmonica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
si apre e si chiude con il ritmo della musica
2. Marabel – Massimo Bubola
Cade il sole a piedi nudi sulla strada del coraggio
dietro il mare ha gli occhi d’oro e di corallo
e Rachele ha il ventre scuro al mistero dilatato
nasce un figlio con il naso insanguinato
e io ho visto quasi tutto anche quello che non c’è
ma ogni lacrima è una storia
ogni lacrima è una storia
Marabel
Il sudore e la paura fanno scure le monete
che Isacco sta stringendo tra le dita
spezza rami nella notte e la luna è sull’altare
ha la gola sotto l’ascia di suo padre
quasi tutto ha una ragione e la ragione è quel che à
ma ogni lacrima ha una storia
ogni lacrima è una storia
Marabel.
Dio ha una crepa in mezzo agli occhi e l’orgoglio
sulle stelle manda un angelo da teppista
e il profilo della notte vede un santo e un bambino
che discendono dal monte derubati
nella notte il pianto e il vino hanno un gusto che non c’è
mentrè scende lungo il fiume
mentre cade lungo il fiume
Marabel.
Gabriele è un cigno nero oppio e muco sull’asfalto
e violenta una bambina al primo bacio
sale al cielo senza occhi come il fiume scende al mare
e ora dorme nudo accanto al suo Signore
e verrai da queste parti porta gli occhi insieme
a te puoi vedere nel tramonto
puoi toccare nel tramonto
Marabel
Dal Donegal alle isole Aran
e da Dublino fino al Connemara
dovunque tu stia viaggiando con zingari o re
il cielo d’Irlanda si muove con te
il cielo d’Irlanda è dentro di te
Dovunque tu stia bevendo con zingari o re
il cielo d’Irlanda è dentro di te
il cielo d’Irlanda è dentro di te
3. Stai con me – Massimo Bubola
Quando il sole scende, stai con me
quando la luna si accende, stai con me
quando le stelle cadono e tu ti chiedi perché
tutto diventa cenere, stai con me.
Con quel bimbo che hai perso, stai con me
sorella del silenzio, stai con me
quando le tue pagine non si leggono più
quando le tue lacrime non si vedono più.
Dentro quelle foto stai con me
dentro il mio cappotto stai con me
anche così ferita stai con me.
Quando le parole non servono più
e le spiegazioni ti buttano giù.
Quando i miei peccati tu non ricorderai più
e sui torti i meriti conteranno di più.
Davanti a questo specchio, stai con me
questo specchio vecchio, stai con me
anche se mi hai tradito stai con me.
Dentro questo vuoto, stai con me
quando tutto è rotto, stai con me
balla questo walzer insieme a me.
Dentro Vienna in fiamme, stai con me
in questo fine-inverno stai con me.
Quando nella notte fa freddo sempre di più
e i sogni son chilometri e non ti ritrovi più.
Quando nella notte il vento urla sempre di più
abbracciati ai miei fianchi e stai con me
4. Tornano i santi – Massimo Bubola
Vengo dal buio
salgo verso il tuo trono.
Vengo dalla ragione
salgo verso il perdono.
Dopo mesi di pioggia
e di cani ringhianti,
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
Vengo da Canterbury,
vado verso Santiago.
Vengo da Roma
a Gerusalemme me ne vado.
Dopo mesi di fango
e di diavoli erranti,
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
Non senti un canto che vien da laggiù,
sono api e sono cicale.
Gli alberi ridono su quei campi blu perché
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
Ho veduto i tuoi occhi
come stelle cadenti,
sei passata nel fuoco
tra lame lucenti.
Dopo mesi di freddo
sconosciuti rimpianti
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
Non vedi la gente che balla laggiù,
quel carnevale che viene
e quei bambini col naso all’insù perché
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
Tu dici – Ricordami, amore, di dimenticare! -
- Io desidero di te ogni cosa che riesco a ricordare! -
Dopo mesi di nebbie
senza niente davanti
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù
tornano i santi quaggiù.
5. Dostoesvskij – Massimo Bubola
Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scardinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l’acqua della Luna
Ma come Orlando ho perso il senno e ho perso anche la fortuna.
Avrei voluto cancellare dai tuoi occhi quella noia e quella solitudine
Ma allora davo troppe cose per scontate e non ti seguivo più
Come la pioggia anche l’amore rinfresca una stagione ostile
Come la pioggia anche l’amore è destinato poi a finire.
Le cose più importanti come sempre noi le diciamo senza voce
Basta guardarsi dietro il vetro di un perdono o sotto un battito di luce
E il pianto vero non ha lacrime, né spettatori né rifugio
Ci siamo persi in un bicchiere e ritrovati in un naufragio.
Avrei voluto diventare Dostoevskij per curvare le parole
Per ogni piega, ogni distanza, ogni riflesso che ci scombinava il cuore
Avrei voluto insieme a te rubare l’acqua della Luna
Ma come tanti ho perso il tempo e ho perso anche la fortuna.
6. Dino Campana – Massimo Bubola
Pochi l’hanno capito, molti l’hanno deriso
quel poeta ragazzo, quanti l’hanno ucciso
quanti critici sciocchi, poeti da salotto
quanti illustri colleghi gli cancellarono il volto
Iero ho sognato Dino Campana
col fantasma di Ofelia nella pallida luna
e si scambiavano gli occhi per capire più il mondo
le lenti delle lacrime, le lenti dell’incendio
lui non voleva la pace e non voleva la guerra
solo gettare quel ponte tra l’infinito e la terra
lui non voleva un amore per ripararsi dal cielo
così discese all’inferno per salvarsi dal gelo
Ieri ho sognato Dino Campana
scendere giù dal Falterona
e cadergli vicino una stella lontana
e coprire di sangue quella nera montagna
E di Dino Campana leggevamo la sorte
nelle luci più scure, nelle più chiare ombre
dal dolore bambino di una madre distante
alla sua breve vita, alla sua lunga morte
lui non voleva la pace e non voleva la guerra
solo gettare quel ponte tra l’infinito e la terra
lui non voleva un amore per ripararsi dal cielo
così discese all’inferno per salvarsi dal gelo
Lui non vinse mai il Nobel
e neanche un premio qualunque
ma fu un puro poeta dalle segrete,
immense onde
e morì in manicomio, dimenticato dai giorni
che troppi elettroshock gli bruciarono i sogni
7. Doppio lungo addio – Massimo Bubola
Io disegnavo ali, tu volavi
io costruivo chitarre, tu le suonavi
io mischiavo le carte, tu le giocavi
io annegavo nell’acqua, tu ci camminavi.
Io ero il braccio, tu la mente
io ero lo stagno, tu la corrente
tu andavi verso l’Ovest, io rimanevo all’Est
io ero tu, tu eri me.
Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio
io e te, tu ed io
un doppio sguardo, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio.
Io ero dalla parte di chi ha sempre saputo
tu eri dalla parte di chi non ha mai taciuto
io tentato dal Demonio e tu da Cristo Re
io ero tu, tu eri me.
Tu eri il santo, io l’assassino
io ero il mercante, tu l’indovino
io avevo novant’anni, tu sempre ventitrè
io ero tu, tu eri me.
Io e te, tu ed io
nella stessa pagina di Dio
io e te, tu ed io
un doppio abbraccio, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio.
Ho sognato che stavi sognando di me
Hai sognato che stavo sognando di te
e lo specchio infinito continuava perché
io ero tu, tu eri me
io ero tu, tu eri me.
Io e te, tu ed io
nello stesso specchio in mano di Dio
Io e te, tu ed io
un doppio bacio, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio.
Io e te, tu ed io
nella stessa lacrima di Dio
io e te, tu ed io
un doppio sguardo, un doppio lungo addio
un doppio salto, un doppio lungo addio
un doppio sparo, un doppio lungo addio
8. Camicie Rosse – Massimo Bubola
Quando la luna arriva a Genova
e la mia lettera da te
lì sarà quasi estate
mentre qui l’inverno arriverà
e con l’inverno un altro anno passerà.
A Torino si dice che sei un bandito
e che stai andando alla deriva
su un battello a difendere il confine uruguayano
con un esercito che parla in italiano.
Camicie rosse, all’avventura
in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna
delle ferite si può vedere.
A volte il coraggio è come la fame
che parti randagio per terre lontane
e mangi pane e lacrime e le lacrime sono acqua salata
che più ne bevi e meno ti disseta.
e a volte il coraggio è di ritornate
senza aver fatto fortuna dall’altra parte del mare
per inseguire una stella che gira gira ti riporterà
a menare le mani per la libertà.
Camicie rosse, all’avventura
in una nuvola di bandiere
camicie rosse così nessuna
delle ferite si può vedere.
C’è chi ti ha visto a Milano tra fiori e parate
o sulle mura di Roma con divise stracciate
c’è chi ti ha visto a cavallo
con gli occhi azzurri per salutare
però li avevi marrone se dovevi scappare
Braccato in palude da sbirri e zanzare
o in un bordello di Tangeri a dimenticare
o a faticare a New York in una fabbrica di candele
a riparare il tuo cuore, a ricucirne le vele.
Camicie rosse alla ventura
in una nuvola di bandiere
Camicie rosse così nessuna
delle ferite si può vedere
Signora fortuna che brilli di notte
che ci mostri la strada e ci insegni le rotte
proteggi questa flotta di studenti e di sognatori
aggiungi al firmamento i nostri mille cuori
9. Era una notte che pioveva – Massimo Bubola
Era una notte che pioveva
e che tirava un forte vento
immaginatevi che grande tormento
per un alpino che stava a vegliàr.
A mezzanotte arriva il cambio
accompagnato dal capoposto
ohi, sentinella, ritorna al tuo posto
sotto la tenda a riposàr.
Quando fui stato sotto la tenda
Sentii un rumore giù per la valle
Sentivo l’acqua giù per le spalle
Sentivo i sassi a rotolàr.
Mentre dormivo nella mia tenda
sognavo d’esser con la mia bella
e invece ero di sentinella
a far la guardia allo straniér.
10. Volta la Carta – Massimo Bubola
C’è una donna che semina il grano
volta la carta si vede il villano
il villano che zappa la terra
volta la carta viene la guerra
per la guerra non c’è più soldati
a piedi scalzi son tutti scappati
Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più
carabiniere l’ha innamorata volta la carta e lui non c’è più.
C’è un bambino che sale un cancello
ruba ciliege e piume d’uccello
tirate sassate non ha dolori
volta la carta c’è il fante di cuori.
Il fante di cuori che è un fuoco di paglia
volta la carta il gallo si sveglia
Angiolina alle sei di mattina s’intreccia i capelli con foglie d’ortica
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita.
Mia madre ha un mulino e un figlio infedele
gli inzucchera il naso di torta di mele
Mia madre e il mulino son nati ridendo
volta la carta c’è un pilota biondo
Pilota biondo camicie di seta
cappello di volpe sorriso da atleta
Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more.
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira veloce che parla d’amore
Ragazzo straniero ha un disco d’orchestra che gira che gira che parla d’amore.
Madamadorè ha perso sei figlie
tra i bar del porto e le sue meraviglie
Madamadorè sa puzza di gatto
volta la carta e paga il riscatto
paga il riscatto con le borse degli occhi
Piene di foto di sogni interrotti
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.
lle canzoni
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