Apprezzo che la vostra Amministrazione riprenda in questi giorni i negoziati diretti israelo-palestinesi.
Vi chiedo solo di assicurarvi che gli eventuali accordi siano basati sui diritti umani, sul diritto internazionale e le risoluzioni delle Nazioni Unite, l'unica valida base per una pace giusta e duratura.
BASTA CON LE MENZOGNE. Altro che smantellamento del muro...
In queste ore in Italia e' stata diffusa dall'ANSA questa notizia: "L'Esercito israeliano ha iniziato a smantellare il muro di protezione contro il lancio dei razzi nel rione di Gilo".
In poche ore si e' trasformata in uno scoop rimbalzato dalla TV ai maggiori quotidiani fino alle pagine locali: finalmente anche a Gerusalemme il muro cade!
BoccheScucite e' in queste ore proprio a pochi metri dall'insediamento in questione e vede con i propri occhi che questa e' una colossale bugia.
Nella notizia non si dice infatti che il muro non c'entra affatto: alcuni piccoli blocchi alti 2 metri che si trovano accanto alle prime case di Gilo, verranno sostituiti con una barriera di 8 metri dentro Beit Jala, circa 200 mt più avanti, rubando un'intera valle e tanti campi di ulivi.
"In questi giorni il muro sta distruggendo gran parte della terra della mia parrocchia, andiamo a vederlo".
Le parole del parroco abuna Ibrahim si uniscono al severo commento che abbiamo chiesto direttamente al Patriarca Emerito: "Ho ricevuto la notizia sulla “bugia” del muro tolto. Viviamo in un mondo di bugie, perciò, la pace rimane lontana… ed e questa la ragione fondamentale dell’inefficacia di tutte le trattative e che trasforma questi mezzi di pace in una grande altra bugia: mentire, rubare, costruire il muro, e dare l’immagine che non esiste piu….. Comunque Dio e’ grande ed e’ buono e giusto. Un giorno, la sua bontà e giustizia prevalerà su tutto il male degli uomini, anche se sono forti e sono i grandi di questo mondo". (Sua Beatitudine Michel Sabbah, patriarca emerito di Gerusalemme)
Dalla spiaggia della prigione di Gaza si levano mille e mille aquiloni che riempiono di speranza i cieli più oscuri... 7.000 bambini battono il record mondiale di volo di aquiloni.
GAZA CITY
Migliaia di ragazzi della Striscia hanno battuto tutti insieme il record mondiale facendo volare così tanti aquiloni da... riempire il cielo di Gaza!
L'evento è stato voluto dall'Agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.
Purtroppo il Funzionario dell'organizzazione dei Guinness non è riuscito ad entrare a Gaza per registrarne l'avvenuto record.
Amsiyat Awaja (13 anni): "Abbiamo ancora voglia di vivere e vogliamo ancora essere gioiosi" (la sua casa fu distrutta durante la guerra e suo fratello Ibrahim è stato ucciso).
Rima Zayed, (14 anni): gli aquiloni mi aiutano a dimenticare i giorni bruttissimi della guerra, quando la mia famiglia era rimasta senza casa per diversi mesi. Almeno oggi possiamo godere la nostra libertà!”
BoccheScucite n.107 - 1 agosto 2010
"Sono qui con voi per ricordarvi che la questione palestinese non è solamente una questione palestinese. Non è un problema solo arabo, non solo musulmano o cristiano. Quella che continuate a chiamare "questione palestinese" è in realtà una questione di umanità. Questo è ciò che Nelson Mandela di cui, quando, nel momento in cui il Sud Africa è stato dichiarato libero da apartheid, ha detto: non saremo completamente liberi fino a che i palestinesi non saranno liberi. Sono qui per dire, per ricordare con quello che Martin Luther King ha detto. Ha detto, alla fine ci sarà, non ricorderemo le parole dei nemici, ma il silenzio di nostri amici. Si prega di non tacere. Grazie."(Mustafa Barghouti)
"A Gaza non servono caramelle, serve glucosio per produrle, venderle, esportarle; serve riattivare un'economia stagnante per ridare vita alla società e lavoro e dignità ai suoi cittadini.
Ai Gaziani serve che sia garantito loro un diritto fondamentale, menzionato all'articolo 13 della carta dei diritti dell'uomo: la libertà di viaggiare, di muoversi da un confine all'altro.
Viaggiare per studiare, commerciare, sentirsi uomini liberi.
E' questo l'embargo che Israele deve togliere.
E sotto embargo, forse dovrebbe mettere la sua arroganza, la sua violazione continua dei diritti umani, la sua disumana essenza.
Non chiedo neanche agli amici di Gaza cosa ne pensano dell'alleggerimento dell'embargo.
Voi, letta la lista, visti i numeri... cosa potete pensarne?
The show must go on.
La commedia del potere continua, sul palcoscenico calpestato dei diritti umani".
BoccheScucite n.105 - luglio 2010
Perchè incriminare il Sergente Maggiore S. per l’uccisione di due donne durante Piombo Fuso?
Perchè proprio lui?
Certo, ha ucciso due donne inermi ma lo stesso giorno le IDF uccisero 34 uomini armati e altri 80 civili.
Fra queste persone c’erano 6 donne e 29 bambini di età inferiore ai 16 anni, un bambino di 7 anni, una bambina di 1 anno, un’altra bambina di 1 anno, tre bambini di 3 anni, una ragazzina di 13 anni.
Forse S. è stato scelto perché Riyeh e Majda, madre e figlia, erano state le sole uccise mentre portavano una bandiera bianca quel 4 gennaio?
No.
Anche Matar, di 17 anni, e Mohammed, di 16, erano stati uccisi.
Erano stati colpiti mentre spingevano un carretto che trasportava i feriti e i morti della famiglia Abu Halima, che erano stati colpiti da una bomba al fosforo che era penetrata nella loro casa.
Cinque componenti della famiglia erano stati uccisi sul posto, compresa una bambina di 1 anno.
Forse non c’è risposta ai dubbi che attanagliano i commentatori.
Magari capirebbero meglio il contesto se andassero a rileggersi le dichiarazioni dei soldati che hanno confessato: “Quando il comandante di compagnia e il comandante di battaglione vi dicono ‘via, sparate’, i soldati non si devono trattenere.
Essi aspettano questo giorno per spassarsela a sparare e sentire il potere nelle loro mani.”
è dedicato a tutti i piccoli che continuano a scrutare il mare in attesa delle navi della speranza...
“Nemmeno al tuo peggior nemico puoi augurare di «vivere» in questa prigione sventrata, con le fogne a cielo aperto, con i bambini che giocano a scalare montagne di rifiuti in una gabbia ridotta ad un cumulo di macerie, isolata dal mondo.
Il caldo soffocante moltiplica il bisogno di acqua.
Quasi un miraggio, un bene divenuto di lusso dopo tre anni di embargo.
Perché nella Striscia il 90% dei pozzi è chimicamente contaminato e l'acqua di casa non è potabile.
Neanche al tuo peggior nemico puoi augurare di «vivere» a Gaza.
Di vivere in un paesaggio lunare, fatto di crateri.
Tra quelle macerie, dentro quei crateri si muove una umanità sofferente che scruta il mare perché dal mare può arrivare la Speranza, sotto forma di navi della libertà.
La realtà di Gaza supera ogni metafora – prigione, gabbia, inferno - utilizzata per raccontare di una striscia di terra popolata da un milione e mezzo di persone – 1.527.069 secondo l'ultimo censimento – in maggioranza (il 54%) sotto i diciotto anni.”
(Umberto De Giovanangeli, L'Unità 5 giugno)
“…qui in Medio Oriente non c’è pietà per i deboli e non si da una seconda chance a chi non si difende”.
(Ehud Barak, ministro della difesa).
“Eccola qui la Israele-fortezza delle vittime che ha in mente un politico con questa terribile visione.
Andando di questo passo forse potrebbe proporre di istituire una Rupe Tarpea per i deboli come i refusnik, i soldati e gli ufficiali renitenti che sono pronti a dare la vita per il loro paese ma non sono disposti a massacrare civili a casa d’altri.
Purtroppo però queste parole non toccheranno né i cuori né le menti di questi ottusi governanti e dei loro fans acritici in Israele e nel mondo che vedono in Israele la vittima anche quando il suo esercito occupa e opprime e suoi cittadini colonizzano e rubano terre e vita ai palestinesi.”
Abbiamo saltato da un comunicato all'altro tra quelli tempestivi inviati dalla società civile di tutto il mondo.
Abbiamo sussultato di fronte alle laconiche esternazioni di molti politici… e siamo corsi in piazza, nelle tante piazze italiane che si sono riempite di voci sdegnate e tristi che si domandavano: perchè? Perchè l'ennesimo crimine, l'ennesimo insulto al diritto internazionale?
Abbiamo usato tutti i mezzi di comunicazione a nostra disposizione per avere notizie, per capire quello che la gente in Cisgiordania e a Gaza esprimeva in queste ore concitate.
Tanti nostri amici che vivono laggiù volevano raccontarci e raggiungerci con un commento o un sospiro.
Infine, quando il buio aveva raggiunto anche le coste di quella Striscia lambita dal sangue di civili innocenti, abbiamo potuto registrare le parole precise e chiarissime di una 'Boccascucita' speciale.
Un bagno di sangue: Intervista esclusiva a Filippo Landi in "Ultim'ora"
"Il mondo non si accorge di quell'assedio che vorrebbe punire Hamas facendo una punizione collettiva dell'intera popolazione.
E se poi Gaza tornasse ad esplodere?
E' una domanda a cui si preferisce oggi non rispondere..."(Filippo Landi, Tg3 8 maggio 2010)
BoccheScucite n.102 - 15 maggio 2010
Abbiamo un gran bisogno, avendo camminato oggi da Perugia ad Assisi a fianco di Hafez Huraini, che resiste insieme ai pastori di At Twani, di credere e osare la nonviolenza con più coraggio.
Abbiamo bisogno di far nostre le sue parole, rilasciate in esclusiva a Bocchescucite:
“Per entrare davvero in un'ottica di lotta nonviolenta, voi europei dovete ricordare che lo spirito della pace è in ogni essere umano.
Normalmente l'uomo rifiuta l'ingiustizia.
C'è una sensibilità, un modo di pensare naturale e direi innato che spinge le persone verso la pace, verso l'impegno a diminuire le sofferenze della gente.
Anche voi europei certamente custodite in voi questi sentimenti.
In Europa poi non avete le stesse pressioni immediate e concrete che potrebbero portarvi ad agire in modo violento di fronte ai soprusi.
Godete di stabilità e di sicurezza, rispetto a quello che il mio popolo vive e sopporta in Palestina.
Dovrebbe essere più facile per voi essere nonviolenti.
E allora osate.
E aiutateci, sostenete la nostra lotta per mettere fine all'ingiustizia e all'occupazione!
Fate pressione sui vostri governi attraverso i media.
E fateci sentire umanamente tutta la vostra vicinanza, non dimenticateci.”
"Carissimi di BoccheScucite, non potete immaginare come abbiamo vissuto, noi che abitiamo qui nella nostra città di Betlemme, l'ennesima umiliazione di veder stravolta la realtà che ci sta soffocando da anni, e che riesce a normalizzare un'enorme ingiustizia che solo Dio, a questo punto, può ascoltare!
Infatti siamo sconcertati vedendo che tra gli organizzatori della cosiddetta “Maratona per la pace” del 25 aprile c'è anche un nostro sacerdote, un pastore che conoscendo bene il dolore dei cristiani di Betlemme, con coraggio dovrebbe denunciare l'oppressione di cui è responsabile il governo israeliano.
Quella mattina, mi trovavo anch'io al check-point di Betlemme, quella mostruosa “fabbrica di odio” che andrebbe solo denunciata e condannata.
Non credevo ai miei occhi: un gruppo di italiani festosi e sorridenti, soddisfatti di stare in questo posto infernale dove solo qualche ora prima si era ripetuta la carneficina umana di migliaia di disperati palestinesi che, tutte le notti, ammassati come bestie, cercano di passare il muro dell'apartheid per andare a lavorare a Gerusalemme".
BoccheScucite n.101 - 1 maggio 2010
"Carissimi di Bocchescucite, sono una suora delle Figlie di N. S. della Misericordia.
Ho letto e visto la tristissima storia di Nasser che vede in queste settimane i bulldozer israeliani invadere il suo giardino e distruggere le sue piante.
Tanti hanno inviato a Bocchescucite le loro foto che ora sono appese agli alberi di Nasser a Beit Jala, ma io purtroppo, per ubbedienza, non posso inviare la mia foto.
Ma mi è venuta un'idea: ho seminato dei semi di limoni ed ora è spuntata una bella piantina.
Se potessi inviare le mie piantine di limoni a Betlemme...
Vorrei riempire di piante ogni angolo del giardino e fermare il Muro con radici nuove e germogli che forse commuovono e convincono anche la grettezza del violento e la violenza del prepotente...
Io sono siciliana e forse potrei impegnarmi a chiedere delle piantine di tutti gli agrumi...