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Indicazioni per il secondo anno sinodale

Fase dell’ascolto e della proposta

Motivazioni che ci spingono ad impegnarci in questa fase
Nel triennio voluto dai vescovi italiani di attenzione al mondo giovanile (Agorà dei giovani italiani), quest’anno pastorale 2007-2008 è dedicato all’incontro e all’annuncio, ossia promuovere esperienze di coinvolgimento dei giovani “lontani” dagli ambienti ecclesiali: esperienze di annuncio, di testimonianza, inserite nel contesto dell’incontro personale dove si dialoga, ci si ascolta, si cerca la condivisione profonda.
In questo secondo anno del Sinodo dei giovani tenteremo di dare alla pastorale giovanile un respiro “missionario”, di apertura, attraverso soprattutto lo stile dell’ascolto, dando la parola a quei giovani che normalmente la Chiesa non ascolta.

1.  A LIVELLO PARROCCHIALE E VICARIALE

  • Obiettivi:
    1. i giovani che frequentano la parrocchia danno la parola a quelli che sono meno coinvolti, perché abbiano la possibilità di sentirsi ascoltati e di esprimere un loro parere; si tratta di attivare un dialogo per raccogliere opinioni, critiche, esigenze, suggerimenti, idee circa
      • il rapporto con la Chiesa (le esperienze che sono state fatte con la comunità cristiana, i ricordi che si hanno, eventuali figure che hanno segnato in positivo o in negativo, quale immagine di Chiesa ci si è costruiti, i motivi per cui ci si è allontanati, cosa si vorrebbe dire alla propria comunità…)  
      • i problemi e le sfide della vita quotidiana (bisogni, fatiche, desideri, passioni, ideali, stati d’animo, sogni, obiettivi… tutto ciò che sta propriamente a cuore alla persona e che può diventare occasione di dialogo e di condivisione);
      • il rapporto personale con Dio e con la persona di Gesù (la spiritualità, la ricerca interiore, il dialogo con Dio, la persona di Gesù… come ci si orienta in tutto questo? C’è qualcosa che si sta muovendo dentro?);
    2. dall’ascolto può nascere un dialogo, dove chi ha vissuto esperienze significative nell’ambito della fede può raccontare, testimoniare, proporre… nello stile di una fraternità umile e accogliente, ma anche coraggiosa.
  • Soggetti protagonisti: il consiglio pastorale a inizio d’anno (settembre) pone all’ordine del giorno la fase dell’ascolto e della proposta facendo in modo che si allarghi la partecipazione dei giovani a questo consiglio (come si è fatto nel precedente anno pastorale).  Lo scopo dell’incontro sarà introdurre il tema della di un’attenzione ampia verso i giovani, stimolare un dibattito e identificare alcune figure di giovani (e di adulti) che si prendano a cuore questa fase del sinodo; avranno il compito di promuovere la fase dell’ascolto a livello parrocchiale, valutando in base alle forze e alle caratteristiche della parrocchia la modalità più opportuna per concretizzare un’esperienza di ascolto. (sarebbe significativo che la fase dell’ascolto avesse un suo inizio all’interno di una celebrazione eucaristica domenicale).
  • Destinatari: i giovani (orientativamente dai 17-18 anni in su) che abitano o si muovono nel territorio della parrocchia e che più di tanto non sono coinvolti nella vita della comunità; magari vengono a Messa saltuariamente, oppure si sono totalmente staccati e non hanno più nessun tipo di contatti con la parrocchia; sono i giovani che puoi incontrare al bar, nello sport, in piazza, oppure anche sul sagrato della chiesa al termine della Messa domenicale…  

  • Modalità: lo stile con cui vengono avvicinati i giovani è il contatto personale; si possono adottare anche modalità creative di incontro, come ad esempio la video-intervista (che potrebbe essere lo spunto per coinvolgere un gruppo parrocchiale di diciassettenni o diciottenni, oppure il clan di un gruppo Agesci che gira per il paese ad intervistare i giovani).

 Lo strumento che fa da “pretesto” per agganciare i giovani e che può stimolare un dialogo è un cellulare in cartoncino che sul display contiene un sms provocatorio e all’interno lancia

    1. una serie di messaggi che stimolano una riflessione personale;
    2. le domande per il dialogo interpersonale;
    3. una mail di riferimento per chi vuole rispondere attraverso questa modalità.

Tale strumento potrebbe costituire il pretesto per attuare l’ascolto in tutti gli ambienti frequentati da giovani che potrebbero essere esplorati: scuola, università, mondo del lavoro, bar, luoghi informali, società sportive, associazioni varie, comunità terapeutiche, carcere…

  • Concretamente

Per evitare di disperdere tempo e risorse proponiamo di tentare almeno:

  • un’esperienza di ascolto a livello parrocchiale;
  • un’esperienza di ascolto a livello vicariale.
    1. suggerimenti per l’esperienza parrocchiale
  • il gruppo animatori organizza una serata in parrocchia (o in un altro spazio) invitando gli ex-animati, i giovani che sono passati attraverso i gruppi ed ora sono assenti dalla comunità o frequentano poco; l’invito sarà personale (sfruttando il cellulare) e l’obiettivo sarà dare a questi “ex” la possibilità di raccontare i loro percorsi, ricordare esperienze fatte, dire cosa pensano della chiesa e della fede cristiana… si potrebbe organizzare in oratorio una mostra fotografica che ripercorra esperienze forti fatte in campeggio o nelle uscite di gruppo…
  • un gruppo di giovanissimi (17-18 anni) o di giovani cura una serie di interviste (video, audio, o semplicemente scritte) per dare ai giovani del paese o del quartiere la possibilità di esprimersi sulla chiesa e sulle esperienze positive o negative che possono aver fatto…
  • alcuni giovani della comunità si possono impegnare anche singolarmente a vivere questa fase attraverso l’esperienza del dialogo personale che può attuarsi nelle situazioni di vita più ordinarie: al lavoro, nel tempo libero, nella scuola, nello sport ciascuno incontra i propri coetanei… attraverso il pretesto del cellulare potrebbe nascere un dialogo con qualcuno di questi;
  • in alcune parrocchie si può valorizzare l’oratorio e proporre un’animazione particolare per quei giovani che non appartengono ai gruppi o che si trovano “sulla soglia”;
  • se ci sono società sportive che coinvolgono un numero significativo di giovani si può tentare un coinvolgimento di questo ambiente.
    1. suggerimenti per l’esperienza vicariale:
  • in alcuni vicariati (Vicenza, Piazzola, Bassano) si è già tentata e si pensa di riproporre l’esperienza di una chiesa in centro che rimane aperta nelle ore serali, quando c’è passaggio di giovani; una chiesa dove curare il clima di preghiera, le luci, la musica… una chiesa che inviti a pregare e dove sia possibile incontrare preti o altre figure disponibili all’ascolto; questa proposta ha conosciuto diverse denominazioni: “Una luce nella notte”, “Le notti di Nicodemo”, “Ingresso libero”…
  • Un'altra iniziativa vicariale (o inter-vicariale) potrebbe essere la presenza di un ospite che abbia una testimonianza significativa da raccontare, un impegno evangelico di carità nei confronti dei giovani più deboli, oppure che abbia saputo trasmettere al mondo giovanile una carica di idealità e lo spirito di servizio: don Oreste Benzi, Ernesto Olivero, don Luigi Ciotti, don Antonio Mazzi, madre Elvira (comunità “Il Cenacolo”), e anche altre figure magari meno conosciute ma più vicine al nostro territorio.

2.  A LIVELLO DIOCESANO
Le proposte che caratterizzeranno questa fase dal versante diocesano saranno le seguenti.

        • Un programma radiofonico settimanale su Radio Oreb rivolto al mondo giovanile dal titolo Radiovigiova. Sarà un’esplorazione di canzoni, generi musicali, testi, per educare all’ascolto e aprire attraverso la musica interrogativi, provocazioni, piste di riflessione e di ricerca.
        • Un cineforum sul pianeta giovani in quattro sale cinematografiche della nostra diocesi (Vicenza, S. Bonifacio, Valdagno e Rosà) nel mese di ottobre con la partecipazione di un esperto in ogni serata, per dare le chiavi di lettura del film e stimolare la riflessione e il dibattito.
        • La visione di due musical che raccontano la vita di due grandi testimoni di carità: Madre Teresa e mons. Scalabrini; due figure di grande attualità e significative per il mondo giovanile.
        • Una maggiore valorizzazione del mondo giovanile all’interno del Festival Biblico.
        • Alcuni possibili eventi che coinvolgano il mondo giovanile a partire da due dimensioni fondamentali nell’esperienza dei giovani: il volontariato e lo sport.
Un’attenzione particolare al mondo della scuola (da pensare con gli insegnanti di religione) e del lavoro.

 

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